30. November 2020

Europol: Attività criminale Rappresenta l’1,1% dell’uso di Bitcoin

  • Un nuovo rapporto di Europol ha dichiarato che l’uso illegale di Bitcoin rappresenta solo l’1,1% della sua attività, rispetto al 20% del 2013
  • Un massiccio aumento del trading Bitcoin è dietro il cambiamento
  • Europol ha anche messo in guardia contro la “massima minaccia” rappresentata dalle tecnologie che migliorano la privacy, come le monete per la privacy e i servizi di miscelazione

Un rapporto di Europol ha rivelato che solo l’1,1% dell’uso di Bitcoin è legato ad attività criminali, una riduzione del 94,5% rispetto al 2013.

Questo enorme cambiamento è dovuto all’emergere del commercio di Bitcoin Trader negli anni successivi, ma non sono tutte buone notizie – il rapporto afferma anche che le monete per la privacy, i portafogli e altre tecnologie correlate rappresentano una “massima minaccia” per le forze dell’ordine in Europa e che i cyber criminali stanno diventando più intelligenti nel modo in cui gestiscono la criptovaluta ottenuta illegalmente.

Europol – I criminali informatici stanno diventando più intelligenti

Nel nuovo rapporto sulla criminalità organizzata su Internet, denominato Internet Organised Crime Threat Assessment (IOCTA) 2020, Europol afferma che le valute crittografiche “continuano a facilitare i pagamenti per varie forme di criminalità informatica”, con il riscatto come metodo principale utilizzato, e che gli autori di tali reati hanno sviluppato le loro pratiche per utilizzare monete e servizi orientati alla privacy per eludere le autorità.

Questi “concetti di coinjoin orientati alla privacy”, come Wasabi e Samurai, stanno diventando sempre più popolari tra gli utenti illegali di criptovalute, nonostante Chainalysis affermi di essere in grado di tracciare le transazioni in entrata e in uscita da alcuni di questi servizi misti. Europol osserva che le valute crittografiche sono diventate il “metodo di pagamento predefinito per…ransomware e altri schemi di estorsione” a causa della loro “affidabilità, irreversibilità delle transazioni e un grado percepito di anonimato”.

Le autorità di tutto il mondo hanno cercato di affrontare questo fenomeno negli ultimi mesi assumendo società di analisi a catena di blocco per cercare di assisterle nel tracciamento dei fondi inviati utilizzando una tecnologia che aumenta la privacy.

Uso legale dei Bitcoin Nani Uso illegale

Il rapporto di Europol non è stato però del tutto negativo per la crittovaluta, in quanto ha rivelato che l’uso legittimo delle valute crittografiche è cresciuto a un ritmo molto più rapido rispetto all’uso illegittimo:

Nel 2019, la stragrande maggioranza delle transazioni di bitcoin erano legate ad investimenti e attività di trading quindi, nonostante i notevoli abusi, l’attività criminale corrisponde solo all’1,1% del totale delle transazioni.

Secondo i dati di Europol questo rappresenta un calo del 94,5% rispetto al 2013, quando siti come la Via della seta erano il principale caso di utilizzo delle valute crittografiche. Il commercio di Bitcoin è talmente popolare che ne sminuisce l’uso illegale, cosa di cui i sostenitori saranno estremamente contenti, vista la percezione negativa che il Bitcoin continua ad avere nel mondo intero.